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sabato 24 febbraio 2018

Il Mazzamurello, lo gnomo dei boschi abruzzesi


(Daniela)

In una trasmissione televisiva di recente hanno parlato di una leggenda legata a un Folletto che non conoscevo e ho cercato notizie in rete: il Mazzamurello. Vediamo la sua storia e le varie curiosità.





Il mazzamurello è una creatura fantastica della tradizione folklorico-fiabesca di molte regioni italiane. In particolare, esso appartiene alle tradizioni rurali degli attuali territori delle province di Macerata, Fermo, Teramo e Ascoli Piceno.

Le maggiori leggende relative ai mazzamurelli sono della tradizione folkloristica dei Monti Sibillini.
Il Mazzamurello è un folletto di montagna. In quanto creatura fantastica, il Mazzamurello appartiene a quello che viene definito “Piccolo Popolo”, ossia l’insieme delle creature fatate che compongono l’immaginario fiabesco delle tradizioni popolari. Caratteristica del mazzamurello è il produrre dei rumori all’interno delle abitazioni per manifestare la sua presenza agli abitanti della casa. Infatti, l’etimologia del nome di questo folletto viene fatta derivare popolarmente proprio dai termini “mazza” (colpo) e “murello” (mura), per indicare la sua abitudine di battere contro le mura di una casa per manifestarsi con 
strani rumori, scricchiolii, piccoli colpi contro il muro.
In ogni caso, secondo la tradizione fiabesca popolare, la presenza di un Mazzamurello in casa indica la prossimità di un tesoro, un pericolo imminente per uno degli abitanti o più spesso un messaggio di un caro defunto che cerca di comunicare con i vivi. Come altre creature mitologiche dei Monti Sibillini i mazzamurelli sono infatti tradizionalmente considerati messaggeri tra il mondo ordinario e il mondo incantato, ovvero tra il mondo terreno e il mondo dell’aldilà.
 
Il Mazzamurello è una presenza che si può avvertire quando si passeggia nei boschi: un fruscio, un sussurro, la sensazione di non essere soli, potrebbero significare che questo folletto è proprio lì accanto a noi. Ma non c’è da avere paura: il Mazzamurello non è cattivo, vuole solo giocare, o al massimo divertirsi con qualche innocuo scherzetto.



GLI SPIRITI DI VICOLO DI MAZZAMURELLI




A Trastevere c’è una stradina stretta e breve che s’incontra girando l’angolo dopo la Chiesa di San Crisogono, chiusa dalle mura di due alti edifici permette di raggiungere sul fondo la piccola Chiesa Settecentesca di San Gallicano; in questo luogo abitano da sempre i Mazzamurelli tanto da avere l’onore di una strada a loro intitolata: sono degli spiriti capricciosi, dei folletti della casa.


Nella Roma dei Papi il Mazzamurello è un nanetto vestito da chierico, con le fibbie d’argento sulle scarpe e con lo “zucchetto” rosso in testa; ma le sembianze che può assumere sono diverse, a volte appare come una serpe, a volte come un vecchietto con la parrucca ma a volte si presenta con una sembianza che ne rivela il suo lato positivo, come un bel giovanotto elegante con un cappello, se si riesce a togliergli il cappello, pur di riaverlo è disposto a riempire il fortunato di regali. Ma il Mazzamurello del vicolo trasteverino sembra che abbia una vera e propria passione per le ragazze belle e modeste e quando le incontra le protegge e invia loro molti regali misteriosi.






PARCO AVVENTURA




Il Parco Avventura “Il Regno dei Mazzamurelli” si trova a San Pio delle Camere – Loc. Cerquelle (strada che attraversa San Pio delle Camere direzione Carapelle Calvisio – Calascio) a circa 25 km da L’Aquila all’interno di un bosco fiabesco che fa da cornice naturale agli avvincenti percorsi pensati per soddisfare sia grandi che piccini già dai 4 anni di età.
L’ambiente si distingue per la tranquillità, gli spazi verdi ed incontaminati, assolutamente fuori del contesto urbano.
Il Parco Avventura ha una superficie di circa 30.000 mq in cui si può vivere un’esperienza unica ed entusiasmante, lì troviamo ad attenderci 2 percorsi briefing, 5 percorsi con diverso grado di difficoltà e super teleferiche realizzati in tutta sicurezza, con linea di vita continua senza possibilità di sgancio, nel completo rispetto della natura.
Altre poi le attività collaterali da svolgere: tiro con l’arco, escursioni, orienteering, calcio a 5, laboratori ambientali, spettacoli per ragazzi, area walking per passeggiate rilassanti nel verde.
All’interno del parco sono presenti panchine, barbecue e tavoli da Pic-Nic per pranzi al sacco o arrostate.




* VIDEO *





VINO ROSSO


Il "Mazzamurello" è un vino rosso di notevole struttura, un'espressione unica e autentica del Montepulciano d'Abruzzo. Il lungo affinamento di 20 mesi in barrique (piccole botti) aggiunge toni speziati e vanigliati ad un quadro olfattivo di pregevole intensità e complessità, composto da frutta rossa matura, liquirizia e note balsamiche. Il gusto è muscoloso e avvolgente, armonico e concentrato, con una lunghissima persistenza nel finale.
Ottenuto dalla particolare tecnica di lavorazione sulle fecce fini quale vengono sottoposte le partite migliori dell'annata. La particolarità aromatiche legate a tale tecnica, che a volte, durante la maturazione in legno, si manifestano in modo abbastanza inusuale per un Montepulciano, hanno ricordato il nome di questo scherzoso folletto della tradizione abruzzese, che immaginiamo nascosto tra le nostre barrique a giocare con il vino in esse contenuto.




(Notizie e immagini dal web)

venerdì 23 febbraio 2018

Le tagliatelle

(Daniela)



« Fate una pasta d'ova e di farina,
E riducete rimenando il tutto
In una sfoglia, ma non troppo fina,
Uguale, soda e, sul taglier pulito,
Fatene tagliatelle larghe un dito.
Che farete bollire allegramente
In molt'acqua salata, avendo cura
Che, come si suol dir, restino al dente;
Poiché se passa il punto di cottura
Diventan pappa molle, porcheria,
Insomma roba da buttarla via.


Dall'altra parte in un tegame basso,
Mettete alcune fette di prosciutto
Tagliato a dadi, misto, magro e grasso;
Indi col burro rosolate il tutto.
Scolate la minestra e poi conditela
Con questo intinto e forma, indi servitela.


Questa minestra che onora Bologna
Detta la Grassa non inutilmente
Carezza l'uomo dove gli bisogna,
Dà forza ai muscoli ed alla mente
Fa prender tutto con filosofia
Piace, nutre, consola e così sia. »


(Olindo Guerrini alias Lorenzo Stecchetti, 1845 - 1916)


mercoledì 21 febbraio 2018

Le Quattro Sorelle

(Daniela)


(Immagine dal libro di Lipparini Lilla "Il fiore di letture", terza classe elementare", Zanichelli, 1949,
illustrata da Leonella.)


Andavano unite le quattro sorelle
corona di fiori corona di stelle!

La prima era cinta nel vivido sole,
di rondini brune, di gaie vïole.

Un'altra portava tra spighe lucenti,
allegre cicale, con grilli stridenti.

Festosa la terza veniva adornata
di pampini e grappoli d'uva dorata.

La quarta di un candido manto coperta,
d'uliva e castagne recava l'offerta.

E ancor vanno unite, le quattro sorelle,
corona di fiori, corona di stelle!


- Edvige Pesce Gorini -




Edvige Pesce Gorini (Sellano, 25 aprile 1890 – 1983)






martedì 20 febbraio 2018

O Febbraio

(Daniela)





Se ridi, o febbraio piccino,
col sole sia pure di un dì,
è un riso che dura pochino,
pochino, pochino così.

Appena quel tanto che basta
a far cantare le gronde
dell'acqua mutevole e casta
che lascia la neve che fonde.

Ma basta quel primo turchino,
quel pò d'intravista speranza
a dare una nuova fragranza
al cuore ed al nostro destino.

- Renzo Pezzani -


lunedì 19 febbraio 2018

Poesia di Febbraio

(Daniela)



Nugoli, vento, neve, acqua, tempesta...
E’ arrivato febbraio, Febbraietto!
«Ah, Febbraietto, corto e maledetto!»
gli gridan tutti: «Vattene alla lesta!»
Corre via Febbraietto e sembra dire:
«Allegri, chè l’inverno è per finire!»
E allegro per il colle e per il piano,
ora pota le viti il buon villano,
mentre le vie, le piazze cittadine,
empie un gaio vociar di mascherine.

- Ugo Ghiron -


sabato 17 febbraio 2018

Bellis perennis

(Daniela)




Chi vede mai le pratelline in boccia?
Ed un bel dì le pratelline in fiore
empiono il prato e stellano la roccia.
Chi ti sapeva, o bianco fior d’amore
chiuso nel cuore? E tutta, all’improvviso,
la nera terra ecco mutò colore.

Sono pensieri, ignoti già, che in viso
rimiran ora, ove si resti o vada;
nati così, nell’ombra, d’un sorriso
di stella e d’una goccia di rugiada…
O mezzo aperta come chi non osa,
o pratellina pallida e confusa,
che sei dovunque l’occhio mio si posa,
e chini il capo, all’occhio altrui non usa;

bianca, ma i lievi sommoli, di rosa;
tanto più rosa quanto più sei chiusa:
ti chiudi a sera, chi sa mai per cosa,
sei chiusa all’alba, ed il perchè sai tu;
o primo amore, o giovinetta sposa,
o prima e sola cara gioventù!

È il verno, e tutti i fiori arse la brina
nei prati e tutte strinò l’erbe il gelo:
ma te vedo fiorir, primaverina.
Tu persuasa dal fiorir del cielo,
fioristi; ed ora, quasi più non voglia
perchè sei sola, appena alzi lo stelo.

O fior d’amore su la trita soglia!
Tu tingi al sommo i petali d’argento
d’un rosso lieve. Una raminga foglia
ti copre un poco, e passa via col vento…
O fior d’amore sulla soglia trita!
o quando tutto se ne va, venuta!
che vivi quando è per finir la vita!
e che non muti anche se il ciel si muta!

Hai visto i fiori nella lor fiorita:
vedi le foglie nella lor caduta.
Ti coglierà passando Margherita
col cuore assorto nell’amor che fu.
Ti lascerà cadere dalle dita…
- Egli non t’ama, egli non t’ama più! -



- Giovanni Pascoli -


(da "Nuovi Poemetti", 1909)

Illustrazione modificata dal mio libro scolastico "Ali d'oro", 1960

venerdì 16 febbraio 2018

La gallina


(Daniela - Luna Nera)



La gallina sotto il muro
becca il grano ch’è maturo,
becca qua, becca là
quando è stanca se ne va.
Se ne va dalla Carmela
in via Mela ventitré,
la casetta di cartone
la scaletta di torrone
la padrona di cioccolata
la servetta zuccherata.
Coccodè coccodè
Questa casa fa per me!




(da:  http://www.filastrocche.net/)